Il progetto che vuole rilanciare l’Africa grazie ai discendenti degli schiavi

black-history-month

Il Dottor Larry R. Abdullah, brillante odontoiatra di Chicago, 3 anni fa decise di tornare in Africa per coltivare il suo progetto: fare volontariato fornendo servizi dentali agli abitanti più bisognosi. La contro-emigrazione è il tema centrale del Black History Month di quest’anno, che si celebra dal 1 al 28 febbraio. Il mese della storia dei neri è una ricorrenza osservata in USA, Canada e Regno Unito per celebrare l’importanza delle persone e degli eventi nella storia della diaspora africana.

Un progetto per rilanciare l’Africa

black-history-monthE’ da lì che quest’anno viene lanciato forte l’invito alla comunità di origine africana residente da anni negli States, a sfruttare la propria esperienza per arricchire la terra d’origine, l’Africa. Il progetto parte da lontano, dal 2009. Fu allora che il Movimento Raeliano Internazionale (IRM) si lanciò in una mission ambiziosa. Invogliare le persone istruite, di successo, benestanti (non solo africane, ma di tutte le razze e religioni) e in particolare i discendenti degli schiavi, a tornare in Africa e trasferire lì le loro attività, portando nella loro vecchia terra le conoscenze e le ricchezze accumulate in Occidente. Un progetto che potrebbe dare nuovo slancio alle economie dei paesi meno sviluppati (e più sfruttati) del mondo.

L’anno del ritorno

Un decennio più tardi, alla 73a Assemblea Generale dell’ONU, il Presidente del Ghana ha dichiarato l’anno 2019 “Anno del ritorno”. Servirà a commemorare 400 anni dall’inizio del commercio degli schiavi transatlantici e per onorare gli antenati africani, i loro successi e contributi alle Americhe e all’Europa, ma anche per lanciare il progetto del ritorno dei loro discendenti nel continente africano, il Kama (il termine nativo indigeno per l’Africa). Il progetto “Back to Kama” (BTK) quest’anno può contare sul supporto di celebrità, imprenditori, scienziati, ingegneri e uomini d’affari.

“Sono passati secoli da quando gli antenati di molte persone esperte sono stati deportati e ridotti in schiavitù per costruire il continente americano e le fortune dell’Europa. Adesso è il momento di ricostruire Kama”, ha commentato la presidente dell’Associazione Back to Kama, Gbedia Dodo.

Author: redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *