Affrancazione Comune di Roma: Quando Serve e Come Fare Domanda
L’affrancazione nel comune di Roma è la procedura legale con cui si libera un immobile da vincoli di edilizia convenzionata, spesso legati a interventi realizzati in passato su terreni comunali.
In particolare, può riguardare:
- Il diritto di superficie (quando il terreno è di proprietà pubblica)
- Il prezzo massimo di cessione (che limita il prezzo di vendita dell’immobile anche se è in proprietà piena)
In pratica, l’affrancazione consente di rendere pienamente commerciabile l’immobile, eliminando questi limiti e riportando il valore dell’abitazione a quello di mercato.
Quando serve l’affrancazione a Roma
Serve prima di vendere o acquistare un immobile che:
- È stato costruito su aree PEEP (Piani di Edilizia Economica e Popolare)
- È soggetto a convenzioni ex art. 35 legge 865/1971 o legge 10/1977
- Presenta nel rogito originario o nelle visure la dicitura “convenzionato” o “con diritto di superficie”
Molte abitazioni nelle zone come Giardinetti, Casal Monastero, Ponte di Nona, Torrino, Spinaceto, Laurentino, Infernetto sono soggette a queste limitazioni.
Senza affrancazione, non è possibile vendere a prezzo di mercato, né ottenere un mutuo completo.
Differenza tra affrancazione e trasformazione
A Roma si distinguono due tipi di pratiche:
- Affrancazione: riguarda la rimozione del vincolo sul prezzo massimo di vendita
- Trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà: riguarda la proprietà del suolo (utile soprattutto per ottenere il 100% del valore immobiliare)
Spesso le due pratiche vanno fatte insieme, ma non sempre: dipende dalla situazione urbanistica e dalla convenzione originaria.
Come fare domanda al Comune di Roma
La procedura per richiedere l’affrancazione si svolge online e richiede alcuni passaggi fondamentali:
- Verifica della convenzione
Recupera il rogito originale dell’immobile e verifica il tipo di convenzione stipulata all’epoca con il Comune. - Presentazione dell’istanza
La domanda va presentata tramite il portale SUET del Comune di Roma (Sistema Unico Edilizia Telematica), firmata digitalmente dal richiedente o da un tecnico incaricato. - Calcolo del corrispettivo
L’ufficio comunale fornirà un preventivo del costo per affrancare l’immobile, calcolato in base a superficie, ubicazione e tipologia del vincolo. - Accettazione e pagamento
Una volta ricevuta l’approvazione, il richiedente effettua il pagamento e riceve l’autorizzazione alla stipula. - Atto notarile di affrancazione
Il notaio redige l’atto ufficiale, che viene poi trascritto nei registri immobiliari: da quel momento l’immobile è libero dai vincoli.
Quanto costa l’affrancazione?
Il costo dipende da vari fattori (tipologia dell’immobile, zona urbanistica, convenzione originaria), ma in media si aggira tra:
- € 1.500 e € 6.000 per affrancazioni semplici
- € 5.000 – € 12.000 o più per affrancazioni con trasformazione del diritto di superficie in proprietà
A questo va aggiunto l’onorario del notaio (in media tra 1.000 e 2.000 euro) per la stipula dell’atto.
A chi rivolgersi
Per non incorrere in errori o rallentamenti, è consigliabile affidarsi a un notaio esperto in materia urbanistica, oppure a un tecnico abilitato (geometra, architetto, avvocato) che possa:
- Verificare la situazione vincolistica
- Presentare l’istanza correttamente
- Seguire la pratica con gli uffici comunali
- Coordinarsi con il notaio per la firma finale
Il giusto valore
L’affrancazione è un passaggio fondamentale se vuoi vendere, acquistare o ristrutturare un immobile soggetto a vincoli di edilizia convenzionata nel Comune di Roma.
Agire per tempo, con l’aiuto di un professionista, ti permette di evitare blocchi, ottenere il giusto valore di mercato e rendere il tuo immobile pienamente disponibile.

