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Ascarè ... Che termine strano. Ci chiedono sempre cosa significhi e non è mai facile dare una spiegazione univoca.
Eppure non è stato difficile affidarci subito a questo termine.
Un po’ perché ha un suono simpatico, ruvido ma frizzante e che rimane bene in mente ma, soprattutto, per il suo significato.
Ascarè è un termine ebraico che indica la dignità di stare in piedi,
la stabilità di chi cammina in un percorso segnato.
Non significa certo che abbandoniamo l’idea di farci sorprendere
dalla vita, dall’estro, dalle persone che incontriamo, dalla nostra stessa arte - mutevole, mutante e così profondamente e intensamente fondata nella bellezza a tutto tondo dell’essere umano ...
Ascarè è, prima di tutto, un rispetto profondo verso questo mestiere,
che si compone di progetti e percorsi pensati e pensanti, ovvero sempre in movimento, ma è anche, in fondo, un augurio che ci vogliamo fare perché il mettere le mani in quest’arte, che amiamo così tanto perché sa di terra e di cielo, di forza e di dolcezza, di dolore e di passione, di tristezza e di allegria, sia sempre accompagnato da una direzione verso la quale muoverci, verso il nuovo, il bello.
E siccome siamo consapevoli che il guardare avanti non può andare oltre il nostro naso se non abbiamo consapevolezza di dove veniamo, della nostra storia, abbiamo preparato uno specchietto di quello che siamo stati finora.
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